POLTRONA FRAU @Superloft

Espositori 2018

Poltrona Frau (Italia) / Superloft

 

Superloft, abitazione immaginaria ma reale curata da Giulio Cappellini, a cui partecipano i più interessanti protagonisti del design Made in Italy e dei maestri artigiani. Una abitazione internazionale che potrebbe stare a Parigi, così come a New York a Berlino o Shanghai. Una casa che unisce e vede convivere assieme i pezzi iconici dei più importanti brand dell’arredo, in un connubio tra contemporaneità e visione.

 

Poltrona Frau espone al Superloft:

Vanity Fair” by Renzo Frau, 1930

Vanity Fair è la riproduzione del famoso modello 904 del catalogo Poltrona Frau del 1930, divenuto archetipo per eccellenza della poltrona moderna e conosciuto in tutto il mondo per la tipica forma bombata e la lunga fila di chiodini rivestiti in pelle che rifiniscono schienale e braccioli. La struttura portante è in massello di faggio stagionato. L’imbottitura è caratterizzata sia da crine vegetale modellato a mano che da crine gommato e il cuscino della seduta è in piuma d’oca. Sedile, schienale e braccioli hanno molleggio ottenuto con molle biconiche in acciaio legate a mano e appoggiate su cinghie di juta. Rivestimento in Pelle Frau®

Oceano” by Andrèe Putman, 2007

Oceano evoca lo spirito delle crociere di un tempo a bordo dei grandi transatlantici. È il baule da camera, che all’interno ospita un ricco mosaico di cassetti di ogni dimensione dove riporre oggetti, capi d’abbigliamento, accessori. Sempre all’interno, il mini scrittoio ribaltabile con pouf imbottito estraibile. Il rivestimento in Pelle Frau® del Color System, con una leggera imbottitura, copre la superficie esterna del baule, il pouf e il piano dello scrittoio.

Ren” collezione by Neri & Hu

La collezione, nata dal progetto di Neri & Hu, è composta da una serie di oggetti ibridi nelle funzioni e nei materiali. Raffinati nelle lavorazioni e nelle forme per dare il benvenuto con l’eleganza di Poltrona Frau. Progettati per completare la casa con un tocco discreto e confortevole. Il tono personale, intimo e accogliente della collezione traspare dal design essenziale, dalla ricchezza dei dettagli e degli accessori, dalla molteplicità e praticità dei possibili utilizzi, dal calore dei materiali. La collezione prende il nome dal carattere cinese “ren”, che significa “persona, essere umano” e che caratterizza i fianchi di ogni complemento. Fin dalle origini del linguaggio, questo segno compare inciso sugli antichi ossi oracolari cinesi usati a scopo divinatorio: due semplici tratti in una rappresentazione pittografica della figura umana.

Sanluca” by Achille e Pier Giacomo Castiglioni, 1961

Disegnata nel 1961 dai fratelli Castiglioni, la poltrona Sanluca capovolge la logica costruttiva tradizionale per limitare i volumi dell’imbottito alle curvature “strettamente necessarie” ad ottenere il miglior sostegno ergonomico. Il risultato è un doppio profilo estremamente comodo e di grande impatto formale divenuto oramai un simbolo della storia del design italiano. La struttura è composta da una serie di componenti in legno multistrato di betulla e masselli di faggio e pioppo.

Ming’s heart” by Shi-Chieh Lu, 2016

Oriente e Occidente. Il progetto Ming’s Heart va al cuore di due mondi, due visioni, due filosofie dell’abitare. La seduta è risultata vincitrice del Taiwan Design Contest promosso da Poltrona Frau e da Euchain Ltd. Modello di riferimento, nel lavoro di Shi-Chieh Lu, architetto e designer di Taiwan, è la storica sedia Ming. La purezza delle linee, espressione perfetta della spiritualità cinese e orientale, riverbera nel puro rigore geometrico e cubico proprio della visione occidentale. Braccioli, sedile e schienale diventano un segno fluido e grafico leggerissimo. Un profilo in tubolare d’acciaio. Il peso, la gravità non sono più determinate dalla parte inferiore della struttura ma dal top, a cui è sospesa la seduta. La scocca è una superficie continua. Una sorta di triangolo realizzato in sottile lamiera d’acciaio completamente rivestita in cuoio. Le sue estremità sono fissate ai tubolari tramite viti a vista. L’effetto è una seduta che galleggia nello spazio, quasi come una futuribile altalena o una scultura concettuale.

 

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